Il blog di Davide de Corzent Wanver - DECO

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Di Deco (del 08/04/2009 @ 14:51:50, in Varie, linkato 297 volte)
A due giorni da quanto è accaduto, solo per testimoniare la mia vicinanza e per esprimere le mie condoglianze. Come consigliere di zona chiederò che il nostro gettone sia devoluto.
 
Di Deco (del 27/03/2009 @ 19:57:02, in Politica, linkato 208 volte)
Quando pubblicherò questo post sarò già tornato da Roma, dal Congresso di AN. Si sta scrivendo e si scriverà molto sulla fine di AN e sulla nascita del PDL. Molti useranno toni nostalgici, non io. L'esperienza di questi anni è stata meravigliosa, ma non finisce. Per questo non ho nostalgia. La fusione è una tappa obbligata per la costruzione di quel partito che, partendo da Almirante, porterà non solo ad un soggetto del 40%, ma, tra qualche anno, del 50% (e speriamo qualcosa di più). L'appello alle persone di buona volontà, a cui si rivolgeva l'MSI, si sta facendo strada guidato dalla nostra classe dirigente (MSI, prima, ed AN poi) e da Berlusconi che è indubbiamente stato l'ultimo tassello per sdoganare la destra italiana dal suo passato. Alleanza Nazionale era già il PDL, come ho avuto modo di dire anche in un post poco sotto, ma, per le sue origini, era poco credibile. Ora avremo lo spazio politico che ci è sempre spettato. Spazio politico che però dovremo difendere per garantire che il PDL sia il partito di centro destra che tutti vogliono. Purtroppo, infatti, FI non porta solo Berlusconi. Purtroppo in FI ci sono svariate sacche che non si riferiscono al centro destra come tavola valoriale e pertanto devono continuare ad essere marginalizzate politicamente. Aree radicali, socialiste, etc... che, se hanno un senso, devono essere piccole sfumature e quindi devono avere la giusta rappresentanza, nulla di più. Questo deve essere il nostro prossimo obbiettivo, la nostra battaglia all'interno del partito, fuori la sfida è quella di arrivare al 50% erodendo da Lega a UDC fino ad assorbirne l'elettorato, come dicevo. Quindi nessuna nostalgia: il futuro ci appartiene. A qualche giorno da quando ho scritto queste righe, prima di pubblicare, ci ritorno con due appunti. Il discorso di Fini e di qualche colonnello mi ha fatto venire qualche dubbio sull'identità che dovrà avere il nascente PDL. Come dicevo, infatti, l'obiettivo del partito è quello di rappresentare i moderati, quelli che si riconoscono in un partito di centro destra. Quindi cosa intendeva Fini quando ha detto che il PDL non sarà un partito di destra? Io credevo che l'MSI, prima, e AN, poi, si siano sciolti in entità più grandi per dare rappresentanza di governo a questo elettorato. Altrimenti non ne vedo il motivo. Questa perplessità è stata alimentata anche da altri passaggi, come quello della libertà di coscienza su tematiche morali, che è molto pericoloso e molto poco di destra. Oltre che devastante dal punto di vista dell'organizzazione del partito, costituendone un suicidio. Infatti, su tutte le tematiche si può essere più o meno d'accordo con la sinistra, tranne che nello schieramento etico del movimento che deve necessariamente essere distante dai valori socialisti, comunisti e comunque riformisti. Facciamo un esempio. Il presidenzialismo è da sempre un nostro pallino e io ne sono uno dei più forti sostenitori. Ora, dopo qualche decenni, anche il PD, però è possibilista. Come vedete quindi su queste cose si può, e di fatto si fa, cambiare idea nel corso degli anni. Ma non si può cambiare idea sulla visione dell'uomo, del mondo e dei principi ultimi. Un partito di centro destra, non può avere libertà di coscienza su questi temi. Quindi, per concludere, non conosco i motivi perché altri siano entrati nel PDL, i miei ve li ho spiegati e lavorerò per costruire un partito come quello che ho in mente. Un caro abbaccio a tutti. Deco
 
Di Deco (del 16/03/2009 @ 11:52:14, in Politica, linkato 216 volte)
Ciao a tutti ecco il programma votato venerdì:

PROGRAMMA M.A.A.P. 2009


La Commissione Attività Produttive e Commercio, visto il programma con la quale è stata istituita, si propone in linea generale di sostenere tutti quei progetti volti a migliorare la vivibilità del Centro Storico di Milano


In modo particolare si considerano prioritari i progetti mirati a:


1. sostenere ed incentivare i negozi di vicinato, gli artigiani e le botteghe storiche

2. sostenere ed incentivare tutte le attività produttive riconosciute importanti per il tessuto urbano della Zona, anche con attenzione alle tematiche dell’integrazione e dell’eco compatibilità

3. contrastare l’abusivismo in ogni sua forma anche tramite attività di promozione del consumo critico e consapevole

4. rendere più vitale il centro storico anche attraverso eventi e manifestazioni
 
Di Deco (del 13/03/2009 @ 12:32:21, in Politica, linkato 210 volte)
VALUTATO

positivamente il mosaico decorativo realizzato nella fermata metropolitana Lanza

CONSIDERATO

che questo è stato l'unico esperimento di questo tipo realizzato dall'Amministrazione Centrale

E CONSIDERATO ANCHE CHE

tali forme artistiche sono un disincentivo all'imbrattamento delle pareti delle metropolitane

E CHE

possono migliorare sensibilmente l'immagine della città anche in vista dell'EXPO 2015

IL CONSIGLIO DI ZONA 1 – CENTRO STORICO – CHIEDE

all'Amministrazione Centrale di coordinare con MM un lavoro che porti alla realizzazione di un progetto volto all'abbellimento artistico delle fermate metroplitane, quantomeno di zona 1, che hanno un notevole impatto dal punto di vista turistico.



Primo firmatario
Davide de Corzent – Gruppo Alleanza Nazionale
 
Di Deco (del 26/02/2009 @ 15:35:22, in Politica, linkato 271 volte)
Purtoppo la fretta di questi giorni mi ha impedito di finire gli articoli su media2000 sull'argomento in oggetto (vedi prima parte poco sotto). Non sono nemmeno riuscito ad approfondire l'argomento qui sul blog.

Ad ogni modo vi segnalo, molto in ritardo ma magari per qualcuno è utile il bellissimo articolo di Stefania Vituli sul Il Giornale del 23 febbraio (http://www.ilgiornale.it/pag_pdf.php?ID=98453).

Appena riesco scriverò la terza parte!

Un abbraccio.

Deco
 
Di Deco (del 10/02/2009 @ 20:01:37, in Varie, linkato 232 volte)
Per TUTTI i morti che commemoriamo oggi: L'Eterno Riposo dona a loro Signore e spenda ad essi la Luce Perpetua riposino in Pace. Amen.
 
Di Deco (del 29/01/2009 @ 18:21:24, in Politica, linkato 327 volte)
Carissimi,

vi segnalo gli ottimi articoli su http://www.libero-news.it/articles/view/491763 di Scaglia e Mottola a cui ho inviato la seguente lettera aperta:

Egregi Dottori Andrea Scaglia e Lorenzo Mottola,

mi chiamo Davide de Corzent e sono il Presidente della Commissione Attività Produttive e Commercio del Consiglio di Zona 1 di Milano.
Vi ringrazio molto per i vostri interventi di oggi su Libero riguardanti i parlamentini zonali. Vi ringrazio perché tenete viva l’attenzione su un problema che, senza volersi riempire la bocca con paroloni come “federalismo”, dovrebbe essere considerato assai importante per chi vuole uno stato snello, ma al contempo vicino ai cittadini. In una parola: uno stato decentrato.
Ho 29 anni e faccio questo lavora da poco più di 2 anni. Vi posso assicurare che in molti casi i Consiglieri lavorano bene e dedicano ore e ore dietro alla Zona, ai suoi problemi e al tentativo di risolverli (o di contribuire a farlo – Vedi Libero Milano di oggi su Sant Ambrogio). Ovviamente non per soldi. Come avete fatto notare voi, tranne i Presidenti, percepiamo uno “stipendio” netto massimo di meno di 500 euro, ma difficilmente tutti i Consiglieri arrivano agli 11 gettoni (e non per pigrizia, ma per la suddivisione interna ai Gruppi del lavoro da svolgere all’interno delle Commissioni). Quindi, anche se in 2 anni ho visto scene da “gettonari” di prima categoria, in generale posso assolutamente affermare che i Consiglieri (senza distinzione di gruppi di appartenenza) lavorano al meglio delle loro possibilità.
Il problema quindi, a mio avviso, non è sui costi, ma sugli effettivi benefici e risultati. Come avete fatto trasparire voi in maniera perfetta, il problema sono le competenze. Ossia: non abbiamo nessuna competenza. Sarebbe bello occuparsi di buche stradali, agibilità delle scuole, locali, etc.. , ma in realtà non possiamo farlo. O almeno non direttamente. Allora scriviamo, convochiamo, insistiamo, ma il risultato sta nel “buon cuore” dell’Amministarzione Centrale che però, il più delle volte, vede i Consigli di Zona come una “scocciatura”. E questo è un vero peccato. Difficilmente chi è a Palazzo Marino può accorgersi di certi problemi ed in maniera così tempestiva. Quindi il ruolo dei Consigli di Zona potrebbe, dovrebbe essere fondamentale non solo per un Comune, ma per lo Stato. Ma per fare in modo che le Zone abbiano un senso, bisognerebbe che l’Amministarzione Centrale delegasse qualche suo potere e qui iniziano le difficoltà. E’ allo studio un nuovo regolamento al decentramento che non sposta soldi e uffici, ma solo le competenze dando mandato ai parlamentini di occuparsi delle cose più vicine ai cittadini, dei problemi non sovrazonali, in maniera diretta relazionandosi senza terzi con gli Uffici. Speriamo che l’Assessore Colli si voglia fare portavoce di queste istanze per dare la massima priorità al decentramento. Se così non dovesse essere, lo dico senza mezzi termini, bisogna avere il coraggio chiudere i Consigli di Zona che sono frustranti per noi consiglieri e un costo inutile per noi cittadini.

Grazie dell’attenzione.

Cordiali saluti.

Davide de Corzent
 
Di Deco (del 25/01/2009 @ 20:55:53, in Politica, linkato 353 volte)
Ciao a tutti, oggi voglio ritornare su una tematica su cui sono intervenuto qualche tempo fa sulla rivista di media2000 (adesso consultabili online su www.media2000.it), ossia il rapporto tra le nuove tecnologie e la politica e più in particolare tra questa e i blog. Ai tempi di quegli articoli il social networking, in Italia, non era molto diffuso e fenomeni come facebook stavano solo arrivando. In pochi mesi invece fb è esploso e la blogosfera italiana sembra aver subito un bel ridimensionamento. Ai post si sono sostituiti molto velocementi i cambi di status che vengono commentati in maniera più veloce e rapida. Facilmente si possono condividere contenuti di diversa natura, sposare cause, etc... I politici si sono buttati a testa bassa su fb. I motivi sono tanti. E' più pratico e veloce da aggiornare, attraverso i contatti hai una gestione più agevole della mailing e tutta la piattaforma favorisce rapporti interpersonali e quindi rende velocissimo il propagarsi di notizie, eventi, prese di posizione. Quindi i blog politici stanno morendo? Hanno ancora un senso? In realtà credo che la tendenza alla flessione andrà avanti ancora per un po' di tempo e che questo sfoltirà molto il gruppo, ma alcuni blog credo che reggeranno. In particolare credo che avere un proprio spazio altamente personalizzabile come quello che si ottine dalle piataforme dei blog sia uno strumento migliore per un certo tipo di blog. In particolare quelli di approfondimento che hanno un discreto seguito e che quindi sono acessibili da tutti gli utenti di Internet (magari anche grazia al rss). Oviamente resisteranno (ossia avranno un seguito) solo quei blog legati ad una figura autorevole (e non per questo solo i blog dei politici). Ovviamente la previsione è a brevissimo perché tutto può succedere. In particolare potrebbero modificarsi le piataforme dei social network e questo influirebbe in modo determinante. Approfondirò queste riflessioni prossimamente su media2000 sottolineandovi anche i dati e le tendenze. Un caro abbraccio a tutti. Deco.
 
Di Deco (del 19/01/2009 @ 22:27:00, in Politica, linkato 348 volte)
Buon 2009 a tutti. Spero sia un anno ottimo... Anche se, guerre in primis, non mi sembra che sia iniziato nel migliore dei modi. Politicamente gli appuntamenti saranno tanti fra questi le contestatissime elezioni provinciali. Contestatissime perché a questo giro, più che mai, sono molte le voci che si alzano per la loro eliminazione. Ovviamente, chi segue questa linea, si sente incoraggiato dalla moda della lotta alla Casta che va per la maggiore. Intendiamoci: c'è solo un pizzico di polemica in quello che dico. La lotta agli sprechi è fondamentale e sarà la vera scomessa per il futuro. Ma a volte si rischia di buttare via l'acqua sporca con il bambino dentro. Colpendo dove non serve, senza guardare con obbiettività dove si insinua veramente il marcio. Attenzione: una modifica delle province, così come una riorganizzazione generale dello Stato è necessaria, ma si rischia di perdere tempo, efficienza e soldi se non si sa dove si vuole andare a parare. Cerchiamo di riflettere con calma, come abbiamo fatto per la legge elettorale europea (qualche post più sotto) in cui le osservazioni che avevamo fatto sono state quelle generalmente condivise dalle parti politiche. Per inciso: speriamo che non blocchino la discussione parlamentare sull'Europa e che non si aspettino ancora 5 anni. Ma torniamo alle provinciali. Chiediamoci, molto pragmaticamente, cosa sono le province e a cosa servono. In Italia ci sono molte città mediamente grandi e medamente popolate. In questo la nostra nazione è differente dagli altri partner eurpei. Città mediamente grandi alle cui porte ci sono comuni anche molto piccoli. Stando così la situazione: si è sicuri che la soluzione per organizzare politicamente il territorio, ossia vicino a cittadini e vicino a Roma, sia quella di togliere le Provincie? Io ho i miei dubbi, anzi penso che bisogni guardare con maggiore attenzione ai rapporti tra i comuni e le provincie. In una grande città come Milano è da tempo che si snte parlare della: città metropolitana. Ossia allargare la giurisdizione del comune anche alle città limitrofe. Ottima idea! Ma in realtà stiamo dicendo: provincia. E sia: ecco la soluzione. Si dice che questa soluzione ha ragione di essere solo nelle grandi città. In realtà penso sia l'esatto contrario. Il sindaco di Milano è spesso a Parlare con ministri e premier, lo stesso non si può dire del sindaco di Massa e così via. Con questo voglio dire che se il sindaco di Massa-Carrara avesse gli stessi poteri di quello attuale, ma con una circoscrizione grossa come tutta la provincia forse avrebbe un peso maggiore di quanto non l'abbia attualmente. Il problema quindi è proprio il rapporto fra i comuni. Per quanto mi riguarda dividerei i territori provinciali in circoscrizioni, larghe come i comuni che ne fanno parte, e gli darei i poteri che competono attualmente alle municipalità romane e darei alla provincia le competenze sovrazzonali esattamente come nel comune di Roma. In pratica farei l'esatto contrario di quello che si vuole operare. Toglierei poteri ai comuni, limitandone anche il numero di consiglieri e rendendole strutture molto più snelle e vicine ai cittadini (ma con effettivi poteri specie per quello che riguarda l'urbanistica, il commercio, etc...) e farei crescere il peso politico delle provincie affidandogli i compiti di sintetizzare, riassumere, ma soprattotto eseguire tutto ciò che è di competenza, lo ripeto, sovrazzonale. La provincia diventerebbe così un caposaldo per la costruzione di un'Italia più vicina alla gente e nel contempo più forte centralmente. Ovviamente in questo modo si risparmierebbe davvero tanto, anche in termini economici. Pensate voi a quanti sindaci, direttori, assessori ed uffici in meno ci sarebbero: avete idea di che cifre stiamo parlando? Fatemi sapere cosa ne pensate. Un caro abbraccio. Deco
 
Di Deco (del 18/12/2008 @ 15:56:13, in Politica, linkato 502 volte)
Il Consiglio di Zona 1 - Centro Storico

CONSIDERATA

L'importanza del ricordo delle stragi e delle vittime di ogni terrorismo e di qualsiasi dittatura e

GIUDICANDO

la memoria fondamentale per impedire i medesimi errori nelle nuove generazioni e per onorare le vittime innocenti

E RITENENDO ANCHE

Che gli stessi principi sono condivisi dal Comune e dalla Provincia di Milano che, infatti, un anno fa sono entrati come soci costituenti del progetto della “Casa della memoria”

MA CONSIDERANDO ALTRESÌ CHE

all'impegno espresso in quella circostanza di fornire una sede a tale associazione o una sede da condividere con tutte le associazioni che si occupano di promuovere la memoria, non sono ancora seguiti fatti capaci di fornire tale sede

CHIEDE

All'Amministrazione Centrale di convocare tutti i soggetti interessati entro 15 giorni per individuare, in quella sede, una struttura adatta e

CHIEDE ANCHE CHE

tale struttura, per evidenti motivi storici e sociali, venga individuata in Zona 1



Davide de Corzent – Gruppo Alleanza Nazionale
 
La Commissione Attività produttive e Commercio di Zona 1 nasce con l’obiettivo di favorire l’incontro e la mediazione tra le proposte delle diverse soggettività del territorio, con particolare riferimento ai rapporti tra le istanze dei cittadini e degli operatori del commercio, dell’artigianato e delle attività produttive in relazione con l’Amministrazione Comunale.

Pertanto la Commissione formula in particolare i seguenti obiettivi per l’anno 2009:

  • Aree mercatali settimanali. Continuare il monitoraggio delle attività di smaltimento dei rifiuti e verifica delle condizione igieniche. Sollecitare, anche attraverso incontri con le forze dell’Annonaria, della PL e delle Forze dell’0rdine, il rispetto delle norme in vigore per l’occupazione delle aree e della vendita.
    Verificare, insieme agli altri settori e assessorati competenti, le possibilità di spostamento di parte del mercato di Viale Papiniano, con particolare riferimento al settore non-food, in attuazione delle delibere di questo consiglio, anche a fronte della costruzione del parcheggio di P.za Sant’ Agostino. Favorire occasioni di confronto tra i soggetti coinvolti per ottenere, anche nel breve periodo, tutte le soluzioni possibili per migliorare le condizioni di vivibilità della zona e decongestionarne la viabilità.
  • Quartiere Sarpi-Canonica. Proseguire il cammino intrapreso dal Consiglio di Zona 1, continuando a proporsi come luogo di confronto e dialogo tra i cittadini di nazionalità italiana e quelli cinesi e tra le varie realtà presenti sul territorio, promuovendo un dialogo costante con l’Amministrazione centrale per risolvere i problemi connessi al commercio all’ingrosso e monitorando la sperimentazione della nuova ZTL in rapporto alle attività commerciali e al nuovo sistema viabilistico della zona.
  • Milano di sera. Realizzare iniziative di carattere aggregativo socio-culturale, con particolare riguardo a quegli ambiti “sensibili” (dalle Colonne di San Lorenzo al Ticinese, da Brera a Garibaldi all’Arco della Pace) in cui la vita notturna reca disagio ai residenti, in modo da rendere questi luoghi più fruibili da parte di tutti e maggiormente vivibili per i residenti stessi. Proporre, a tutela del carattere monumentale dei luoghi, verifiche sugli spazi di plateatico disponibili per i locali, in relazione all’accessibilità degli edifici e alla compatibilità con il tessuto sociale residente.
  •  
  • Negozi di vicinato. Provvedere alla individuazione di linee di indirizzo per l’incentivazione del piccolo commercio a tutela della funzione sociale svolta nel mantenere vitale il centro storico, mantenendo contatti costanti con le associazioni di via. A questo riguardo sarà pregorativa della commissione prendere in considerazione quelle feste di via e/o mercatini che non si dimostreranno avulse dall’ambito in cui vengono proposte e che possano trovare una buona forma di accoglimento da parte della relativa associazione dei commercianti, garantendo condizioni adeguate di sicurezza, igiene, rispetto degli orari e compatibilità con gli altri esercizi commerciali presenti.
  •  
  • Lotta all’abusivismo. Contrastare l’abusivismo e la contraffazione delle merci, un fenomeno dannoso anche alle attività commerciali regolari, oltre che a tutti cittadini, promuovendo incontri di educazione all’acquisto e ricercando una costante collaborazione con le associazioni dei commercianti, nonché con le autorità competenti (PL e forze dell’ordine), cui spetta il compito di prevenire e sanzionare ogni forma di illecito come da leggi vigenti.
  • Artigianato e botteghe storiche. Proporre, in collaborazione con altre commissioni, iniziative mirate a supportare queste attività per tutelarne e promuoverne il valore storico e artistico in ambito educativo, turistico e culturale.
  • Orari apertura esercizi commerciali. Intraprendere un percorso condiviso con l’Assessorato alle Attività Produttive, nonché con le associazioni di commercianti e con i gestori della media-grande distribuzione, per favorire un’armonizzazione degli orari di apertura e chiusura degli esercizi commerciali in rapporto alle necessità del territorio rispetto alle offerte di diversificazione delle tipologie commerciali.
 
Di Deco (del 06/11/2008 @ 00:29:17, in Politica, linkato 445 volte)
Ecco alcune altre considerazioni sull'elezione USA.

1. Ma che legge elettorale hanno gli americani? Indubbiamente si può dire con serenità che qualsiasi legge che noi abbiamo adottato negli anni (o anche solo pensato) è di gran lunga migliore di quella dei Grandi Elettori. Allora, in pratica i voti degli americani non valgono tutti uguali. Se tu sei repubblicano a NY il tuo voto è inutile, ugualmente se sei democratico e vivi in Texas. Il tuo voto è semplicemente inutile. Conti solo se sei un cittadino della Florida o di qualche altro stato incerto. Infatti se uno stato a 20 Grandi Elettori non importa se un partito vince del'90% o del 50,01%, i 20 delegati te li cucchi tutti. Ma scusate, se il Presidente è il Presidente di tutti, non era più semplice stabilire che si contano tutti i voti e chi vince, vince? O al meno non era più giusto stabilire una percentuale con premio di maggioranza? Si dirà, una cosa è il parlamento e i suoi delegati, una cosa il Presidente. Beh non cambia molto: il voto democratico del Texas non è rappresentato.
Vogliamo parlare poi dell'iscrizione alle liste elettorali? Non basta essere americano per votare, ma lo devi chiedere. Ora, se da un lato mi sembra interessante poiché fa in modo che voti solo chi ne è davvero interessato, dall'altro allontana ancora di più un popolo che per miracolo vota al 65%.

2. Come dicevo nel post sotto, mi è abbastanza indifferente il nome del vincitore. Speriamo in Obama, lo speriamo davvero tutti. Grande comunicatore e oratore, non c'è dubbio e questo non guasta per nulla. Essere un trascinatore è importantissimo e serve a tirare fuori il meglio dalle persone. E l'America ora ne ha bisogno. Ma un conto è parlare, un conto governare. Un conto è fare un programma da 100 miliardi di dollari, un conto rispettarlo. Ma un grosso, ma davvero grosso plauso va a McCain. Grandissimo il discorso di ieri sera. Enorme. Immenso per stile e contenuti. Per farla breve questo discorso mi ha fatto pensare che forse non avevo sbagliato nel mio precedente post. Forse l'America aveva bisogno di un uomo del genere con quella calma, lucidità e attaccamento alle istituzioni, oltre che, ovviamente, con grande esperienza.

Un caro abbraccio a tutti.

Deco
 
Di Deco (del 03/11/2008 @ 22:42:26, in Politica, linkato 419 volte)

Anche se oggi non ho molto tempo, volevo commentare le imminenti elezioni USA prima dell'ora "X".
Premessa, le elezioni americane sono sempre un fatto di notevole importanza, forse l'avvenimento politico più importante del pianeta (anche se negli ultimi anni, sfortunatamente, è probabilmente meno determinante di un tempo). Ad ogni modo, al contrario di molti di voi, mi appassionano meno di altri eventi. Poco sotto vi spiegherò perché. Prima voglio fare un altro inciso altrettanto fondamentale. Sono uno di quelli che stima l'America e il popolo americano per moltissime cose ed è inutile dire che gli sono grato per molte altre. Proprio per questo motivo posso permettermi di criticare largamente il facile entusiasmo che anima alcuni quando parlano degli USA.
Un popolo dove il candidato premier spende 6.000.000 di dollari per uno spot, che ha una campagna elettorale di 1 anno, che obbliga i candidati alle pagliacciate più totale in stile Hollywoodiano non può e non deve essere considerato una guida culturale.
Va bene la prima potenza economica, va bene la democrazia, vanno bene tante cose, ma tante altre proprio no. Non cambierei la mia nazionalità per nulla al mondo, tanto meno per quella americana.

Detto questo cerchiamo di entrare nella questione in maniera più diretta. Obama o McCain? Boh!!!!!
Forse qualcuno si sarebbe aspettato che la mia posizione fosse assolutamente pro McCain, in realtà non è così anche se forse lo preferisco al candidato democratico. Partiamo proprio da qui, dal concetto di Repubblicano e Democratico. Molti assimilano il primo alla nostra destra e il secondo termine alla nostra sinistra. Niente di più falso. Il progressismo anglosassone è completamente diverso dalla nostra social-democrazia. Onestamente si dovrebbe dire che entrambi stanno più o meno a destra (non la nostra destra), ma i primi sono più liberisti dei secondi. Ma mentre sto scrivendo questa definizione rido da solo. Questi partiti sono l'espressione di una cultura e di una società largamente differente alla nostra in particolare e a quella europea in generale. Quindi schematizzare in questo modo è ridicolo.
Ci sono grosse differenze nell'approccio "morale" alla società? Si moltissime, ma molto distanti dalle nostre. Forse è proprio questo il motivo che non mi fa interessare tanto a queste competizioni. Le questioni sociali ed etiche sono trattate in maniera profondamente diversa dalla nostra (per me in modo negativo) e tuttavia queste non inficiano, tendenzialmente, il resto del mondo. O almeno, per quanto ho detto nella seconda premessa, non dovrebbero farlo. Comunque personalmente non lo fanno.
Andiamo alla questione economica. Gli americani stanno piangendo una crisi, di cui tutti stiamo pagando le conseguenze, causata direttamente da loro e non solo negli ultimi 10 anni. Troppo liberismo, mancanza di regole, disattenzione al sociale e politiche economiche "estere" rovinose. Colpa repubblicana: certo. Colpa democratica: anche. La deregulation portata avanti almeno dagli ultimi 3 presidenti è stata rovinosa per tutti e adesso si rendono conto che non possono andare avanti così: speriamo che le uova non si siano rotte!
Quindi l'unica cosa che davvero mi interessa, la politica economica interna degli USA, non è, dal mio punto di vista, stata affrontata in maniera positiva ultimamente ne dai Democratici ne dai Repubblicani.
Quindi se dovessi scegliere io mi affiderei alle persone. E qui vengono altri problemi. McCain ha messo in campo non una Vice, ma una matta. Obama un uomo di palazzo vecchio stampo. Il repubblicano, anche se potrebbe sembrare una sciocchezza, oltre ad avere la sua età non sembra godere di ottima salute. E questo è un problema. Ma Obama? No non mi convince fino in fondo. Grandissimo comunicatore, non c'è dubbio, ma poi? Troppe ombre. In fin dei conti preferirei McCain, se non altro per il simbolo che è. Quell'America rassicurante, solida, ferma e capace di soffrire, ma di andare avanti.

Comunque vada speriamo che gli USA scendano dal piedistallo dove si sono messi per rendersi conto che non sono più gli anni 60, che forse gli altri non hanno tutti torto e che per certe cose è meglio "prendere spunto" da altre nazioni, culturalmente e socialmente più avanzate.

In realtà, e concludo veramente, spererei di più che l'Europa, quella vera, sappia unirsi realmente, prendere dagli americani quanto di meglio possibile per ritornare ad essere quello che dovrebbe essere: il punto di riferimento del mondo.

Un caro abbraccio a tutti.

Deco

 
Di Deco (del 27/10/2008 @ 23:17:09, in Politica, linkato 396 volte)
Ciao a tutti,

tra i vari temi che sono sul tavolo in questo momento, ve ne voglio sottoporre uno in particolare. Quello della legge elettorale per le Europee.
PREMESSA. Vista la mia storia politica di provenienza vi premetto che sono presidenzialista, per il maggioritario (senza collegi in esubero rispetto al territorio) con la possibilità di esprimere, in questi, la propria preferenza su più candidati. Al limite sono favorevole ad un proporzionale con sbarramento su base regionale più alto del 5%, ma con sempre la possibilità di poter esprimere il proprio candidato preso tra i nomi proposti nelle liste dei vari partiti.

Ovviamente questo vale per le Politiche, altra cosa sono le Europee, ma le linee guida sono chiare.

Detto questo sembrerebbe scontato che non condivida largamente la legge proposta dalla maggioranza. In realtà non è così. Ho cercato, cosa che dovrebbero fare tutti, di accostarmi all'argomento con serenità e valutare gli eventuali scenari.
Ecco le mie considerazioni.
Partiamo da quello che mi convince di più. Sicuramente lo sbarramento al 5% è di mio gradimento. Ho sentito tutta la discussione parlamentare su questo tema e davvero non comprendo la posizione equilibrista del PD, fino a ieri assolutamente d'accordo, oggi contraria perchè, per problemi politici, ha la necessità di recuperare i rapporti, tanto bisfrattati con la Sinistra e con l'IDV. Ho sentito persino parlamentari dire che lo sbarramento doveva essere più basso perchè ci sono realtà nel paese, presenti storicamente, che si attestano sul 3-4%. La contraddizione è talmente evidente che non merita nemmeno di soffermarsi. La legge elettorale, infatti, non deve fotografare la realtà, ma sintetizzarla per fare in modo che la maggioranza governi nel rispetto delle minoranze. A questo punto, visto il recente passato, si evince chiaramente che il 5% pulisce dal parlamento forze che giustamente esistono sul territorio, ma che non necessariamente devono avere rappresentanza parlamentare, almeno che non si valuti come rappresentanza la possibilità di avere un deputato, inutile e oneroso.
Passiamo adesso ad una cosa in cui si poteva fare di più: restringere le circoscrizioni. Queste, se non erro, vengono raddoppiate, dal mio punto di vista, come vedremo poco sotto, è un primo positivo passo in avanti, ma si può e si deve fare di più.
La questione delle preferenze è, ovviamente, quella che mi fa rimanere più perplesso. Attenzione, con gli anni ho imparato a non vedere questa cosa come un demonio, tuttavia devo fare alcune considerazioni. Purtroppo il mal costume italiano fa in modo che la preferenza, specie in alcune regioni, favorisca l'elezione di soggetti collegati in vario modo con la mafia che governa il territorio. Eliminare la preferenza, in parte, elimina questo grave problema. E tuttavia lo elimina solo in parte. E' vero, infatti, che le stesse liste calate dall'alto da Roma devono trovare il consenso degli elettori e, quindi, devono essere fatte in concerto con il territorio. In ultima analisi quindi il problema rischia di non essere risolto del tutto. Se infatti a Milano, come si è visto nelle ultime Politiche, è facile calare qualcono dall'alto, non altrettanto è in altre zone d'Italia. Inoltre, non perchè ci sono regioni poco virtuose, bisogna punire regioni virtuose, dove cioè gli elettori davvero liberamente esprimono il loro parere. Qualcuno obbietta che in realtà le preferenze vengono usate poco. Beh l'obbiezione non è molto forte. Infatti ci sono vari stadi di consapevolezza del voto. C'è chi vota il partito perchè è d'accordo con le idee e non è particolarmente interessato alle persone, esiste gente che vota un partito per i motivi più disparati, ma esistono anche persone che oltre alle idee vogliono scegliere anche i candidati che reputano più idonee per portare avanti queste idee. Questi ultimi sembrano essere molto virtuosi, allora perchè non dargli la possibilità di votare? Ripeto non l'obbligo, ma la possibilità.
Infine, come rilevato anche da deputati della maggioranza, leggi elettorali sprovviste di preferenza, aprono un problema non secondario: la democrazia interna al partito. Se è vero infatti che un partito è ritenuto responsabile politicamente della lista che propone è anche vero che tale responsabilità non risolve la possibilità dal basso di votare un candidato "sconosciuto". In altre parole: è vero che un partito se fa una buona lista sarà premito, altrimenti no, ma è anche vero che se  tu non sei conosciuto difficilmente sarai messo nelle liste e potrai farti valere conquistandoti i voti sul territorio. A questo punto, specie  nel PDL, dovrà davvero nascere un dibattito serio su come garantire la democrazia nel partito.

Infine alcune considerazione di carattere generale. Il problema non è la legge  elettorale, ma l'Europa. Così come è non ha un senso effettivo. Per fare quello che fa l'Europa potrebbe essere costituita semplicemente da un gabinetto di presidenti, ministri e funzionari e basta. Questo ci farebbe avere tutti i benefit della comunità senza pagarne gli enormi costi. Del resto un parlamento serve per fare politica. Ma in Europa è impossibile fare politiche, perchè l'Europa non esiste. E' un concetto, un ente economico, ma non una federazione, non uno stato. Non esiste una carta dei valori, non un popolo, non degli ideali. L'unica cosa che dovrebbero fare i parlamentari europei è iniziare a costruire l'Europa da un punto di vista culturale e sociale. Per regolamentare dei processi non sono necessari. Costruire l'Europa è la scommessa. E' l'unica cosa necessaria. Le campagne elettorali europee, fateci caso, quasi mai propongono dei veri spunti per costruire un popolo. Si cerca di fuggire gli accenni importanti sulle basi culturali, visti come fumo negli occhi da coloro che vogliono accozzare il maggior numero di stati possibili solo per motivi di interesse economico. per questo poi le nazioni bocciano questo progetto, non andando a votare, disperdendo il voto votando per partiti dichiaratamente antieuropeisti o bocciando direttamente la Costituzione. Che tutto è fuorché una costituzione.
Questo è il vero problema dell'Europa. Per questo bisogna unire i rappresentanti ai rappresentati ed è per questo, ad esempio, che le circoscrizioni devono essere piccole, in modo da permettere non la candidatura della Star, ma del politico che conosce il proprio territorio e ne porta le istanze e la visione del mondo all'interno di un organo che deve sintetizzare questi interessi per governare un popolo, quello europeo.

Fatte queste considerazioni posso tranquillamente concludere che la legge proposta non è per me la miglior legge possibile, anzi ha tante grosse lacune, ma sicuramente è meglio di quella con cui abbiamo votato lo scorso mandato. Speriamo che inizi un cammino positivo in tal senso. Speriamo che ci si renda conto che l'Europa è una cosa seria e l'unico sbocco possibile per poter affrontare le scommesse del futuro, specie per l'Italia che o sarà europea o non sarà.

Un caro abbraccio.

Deco
 
Di Deco (del 21/10/2008 @ 00:17:16, in Politica, linkato 424 volte)