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Legge elettorale
Di Deco (del 27/10/2008 @ 23:17:09, in Politica, linkato 491 volte)
Ciao a tutti,

tra i vari temi che sono sul tavolo in questo momento, ve ne voglio sottoporre uno in particolare. Quello della legge elettorale per le Europee.
PREMESSA. Vista la mia storia politica di provenienza vi premetto che sono presidenzialista, per il maggioritario (senza collegi in esubero rispetto al territorio) con la possibilità di esprimere, in questi, la propria preferenza su più candidati. Al limite sono favorevole ad un proporzionale con sbarramento su base regionale più alto del 5%, ma con sempre la possibilità di poter esprimere il proprio candidato preso tra i nomi proposti nelle liste dei vari partiti.

Ovviamente questo vale per le Politiche, altra cosa sono le Europee, ma le linee guida sono chiare.

Detto questo sembrerebbe scontato che non condivida largamente la legge proposta dalla maggioranza. In realtà non è così. Ho cercato, cosa che dovrebbero fare tutti, di accostarmi all'argomento con serenità e valutare gli eventuali scenari.
Ecco le mie considerazioni.
Partiamo da quello che mi convince di più. Sicuramente lo sbarramento al 5% è di mio gradimento. Ho sentito tutta la discussione parlamentare su questo tema e davvero non comprendo la posizione equilibrista del PD, fino a ieri assolutamente d'accordo, oggi contraria perchè, per problemi politici, ha la necessità di recuperare i rapporti, tanto bisfrattati con la Sinistra e con l'IDV. Ho sentito persino parlamentari dire che lo sbarramento doveva essere più basso perchè ci sono realtà nel paese, presenti storicamente, che si attestano sul 3-4%. La contraddizione è talmente evidente che non merita nemmeno di soffermarsi. La legge elettorale, infatti, non deve fotografare la realtà, ma sintetizzarla per fare in modo che la maggioranza governi nel rispetto delle minoranze. A questo punto, visto il recente passato, si evince chiaramente che il 5% pulisce dal parlamento forze che giustamente esistono sul territorio, ma che non necessariamente devono avere rappresentanza parlamentare, almeno che non si valuti come rappresentanza la possibilità di avere un deputato, inutile e oneroso.
Passiamo adesso ad una cosa in cui si poteva fare di più: restringere le circoscrizioni. Queste, se non erro, vengono raddoppiate, dal mio punto di vista, come vedremo poco sotto, è un primo positivo passo in avanti, ma si può e si deve fare di più.
La questione delle preferenze è, ovviamente, quella che mi fa rimanere più perplesso. Attenzione, con gli anni ho imparato a non vedere questa cosa come un demonio, tuttavia devo fare alcune considerazioni. Purtroppo il mal costume italiano fa in modo che la preferenza, specie in alcune regioni, favorisca l'elezione di soggetti collegati in vario modo con la mafia che governa il territorio. Eliminare la preferenza, in parte, elimina questo grave problema. E tuttavia lo elimina solo in parte. E' vero, infatti, che le stesse liste calate dall'alto da Roma devono trovare il consenso degli elettori e, quindi, devono essere fatte in concerto con il territorio. In ultima analisi quindi il problema rischia di non essere risolto del tutto. Se infatti a Milano, come si è visto nelle ultime Politiche, è facile calare qualcono dall'alto, non altrettanto è in altre zone d'Italia. Inoltre, non perchè ci sono regioni poco virtuose, bisogna punire regioni virtuose, dove cioè gli elettori davvero liberamente esprimono il loro parere. Qualcuno obbietta che in realtà le preferenze vengono usate poco. Beh l'obbiezione non è molto forte. Infatti ci sono vari stadi di consapevolezza del voto. C'è chi vota il partito perchè è d'accordo con le idee e non è particolarmente interessato alle persone, esiste gente che vota un partito per i motivi più disparati, ma esistono anche persone che oltre alle idee vogliono scegliere anche i candidati che reputano più idonee per portare avanti queste idee. Questi ultimi sembrano essere molto virtuosi, allora perchè non dargli la possibilità di votare? Ripeto non l'obbligo, ma la possibilità.
Infine, come rilevato anche da deputati della maggioranza, leggi elettorali sprovviste di preferenza, aprono un problema non secondario: la democrazia interna al partito. Se è vero infatti che un partito è ritenuto responsabile politicamente della lista che propone è anche vero che tale responsabilità non risolve la possibilità dal basso di votare un candidato "sconosciuto". In altre parole: è vero che un partito se fa una buona lista sarà premito, altrimenti no, ma è anche vero che se  tu non sei conosciuto difficilmente sarai messo nelle liste e potrai farti valere conquistandoti i voti sul territorio. A questo punto, specie  nel PDL, dovrà davvero nascere un dibattito serio su come garantire la democrazia nel partito.

Infine alcune considerazione di carattere generale. Il problema non è la legge  elettorale, ma l'Europa. Così come è non ha un senso effettivo. Per fare quello che fa l'Europa potrebbe essere costituita semplicemente da un gabinetto di presidenti, ministri e funzionari e basta. Questo ci farebbe avere tutti i benefit della comunità senza pagarne gli enormi costi. Del resto un parlamento serve per fare politica. Ma in Europa è impossibile fare politiche, perchè l'Europa non esiste. E' un concetto, un ente economico, ma non una federazione, non uno stato. Non esiste una carta dei valori, non un popolo, non degli ideali. L'unica cosa che dovrebbero fare i parlamentari europei è iniziare a costruire l'Europa da un punto di vista culturale e sociale. Per regolamentare dei processi non sono necessari. Costruire l'Europa è la scommessa. E' l'unica cosa necessaria. Le campagne elettorali europee, fateci caso, quasi mai propongono dei veri spunti per costruire un popolo. Si cerca di fuggire gli accenni importanti sulle basi culturali, visti come fumo negli occhi da coloro che vogliono accozzare il maggior numero di stati possibili solo per motivi di interesse economico. per questo poi le nazioni bocciano questo progetto, non andando a votare, disperdendo il voto votando per partiti dichiaratamente antieuropeisti o bocciando direttamente la Costituzione. Che tutto è fuorché una costituzione.
Questo è il vero problema dell'Europa. Per questo bisogna unire i rappresentanti ai rappresentati ed è per questo, ad esempio, che le circoscrizioni devono essere piccole, in modo da permettere non la candidatura della Star, ma del politico che conosce il proprio territorio e ne porta le istanze e la visione del mondo all'interno di un organo che deve sintetizzare questi interessi per governare un popolo, quello europeo.

Fatte queste considerazioni posso tranquillamente concludere che la legge proposta non è per me la miglior legge possibile, anzi ha tante grosse lacune, ma sicuramente è meglio di quella con cui abbiamo votato lo scorso mandato. Speriamo che inizi un cammino positivo in tal senso. Speriamo che ci si renda conto che l'Europa è una cosa seria e l'unico sbocco possibile per poter affrontare le scommesse del futuro, specie per l'Italia che o sarà europea o non sarà.

Un caro abbraccio.

Deco
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