PROGRAMMA M.A.A.P. 2009
La Commissione Attività Produttive e Commercio, visto il programma con la quale è stata istituita, si propone in linea generale di sostenere tutti quei progetti volti a migliorare la vivibilità del Centro Storico di Milano
In modo particolare si considerano prioritari i progetti mirati a:
1. sostenere ed incentivare i negozi di vicinato, gli artigiani e le botteghe storiche
2. sostenere ed incentivare tutte le attività produttive riconosciute importanti per il tessuto urbano della Zona, anche con attenzione alle tematiche dell’integrazione e dell’eco compatibilità
3. contrastare l’abusivismo in ogni sua forma anche tramite attività di promozione del consumo critico e consapevole
4. rendere più vitale il centro storico anche attraverso eventi e manifestazioni
positivamente il mosaico decorativo realizzato nella fermata metropolitana Lanza
CONSIDERATO
che questo è stato l'unico esperimento di questo tipo realizzato dall'Amministrazione Centrale
E CONSIDERATO ANCHE CHE
tali forme artistiche sono un disincentivo all'imbrattamento delle pareti delle metropolitane
E CHE
possono migliorare sensibilmente l'immagine della città anche in vista dell'EXPO 2015
IL CONSIGLIO DI ZONA 1 – CENTRO STORICO – CHIEDE
all'Amministrazione Centrale di coordinare con MM un lavoro che porti alla realizzazione di un progetto volto all'abbellimento artistico delle fermate metroplitane, quantomeno di zona 1, che hanno un notevole impatto dal punto di vista turistico.
Primo firmatario
Davide de Corzent – Gruppo Alleanza Nazionale
Ad ogni modo vi segnalo, molto in ritardo ma magari per qualcuno è utile il bellissimo articolo di Stefania Vituli sul Il Giornale del 23 febbraio (http://www.ilgiornale.it/pag_pdf.php?ID=98453).
Appena riesco scriverò la terza parte!
Un abbraccio.
Deco
vi segnalo gli ottimi articoli su http://www.libero-news.it/articles/view/491763 di Scaglia e Mottola a cui ho inviato la seguente lettera aperta:
Egregi Dottori Andrea Scaglia e Lorenzo Mottola,
mi chiamo Davide de Corzent e sono il Presidente della Commissione Attività Produttive e Commercio del Consiglio di Zona 1 di Milano.
Vi ringrazio molto per i vostri interventi di oggi su Libero riguardanti i parlamentini zonali. Vi ringrazio perché tenete viva l’attenzione su un problema che, senza volersi riempire la bocca con paroloni come “federalismo”, dovrebbe essere considerato assai importante per chi vuole uno stato snello, ma al contempo vicino ai cittadini. In una parola: uno stato decentrato.
Ho 29 anni e faccio questo lavora da poco più di 2 anni. Vi posso assicurare che in molti casi i Consiglieri lavorano bene e dedicano ore e ore dietro alla Zona, ai suoi problemi e al tentativo di risolverli (o di contribuire a farlo – Vedi Libero Milano di oggi su Sant Ambrogio). Ovviamente non per soldi. Come avete fatto notare voi, tranne i Presidenti, percepiamo uno “stipendio” netto massimo di meno di 500 euro, ma difficilmente tutti i Consiglieri arrivano agli 11 gettoni (e non per pigrizia, ma per la suddivisione interna ai Gruppi del lavoro da svolgere all’interno delle Commissioni). Quindi, anche se in 2 anni ho visto scene da “gettonari” di prima categoria, in generale posso assolutamente affermare che i Consiglieri (senza distinzione di gruppi di appartenenza) lavorano al meglio delle loro possibilità.
Il problema quindi, a mio avviso, non è sui costi, ma sugli effettivi benefici e risultati. Come avete fatto trasparire voi in maniera perfetta, il problema sono le competenze. Ossia: non abbiamo nessuna competenza. Sarebbe bello occuparsi di buche stradali, agibilità delle scuole, locali, etc.. , ma in realtà non possiamo farlo. O almeno non direttamente. Allora scriviamo, convochiamo, insistiamo, ma il risultato sta nel “buon cuore” dell’Amministarzione Centrale che però, il più delle volte, vede i Consigli di Zona come una “scocciatura”. E questo è un vero peccato. Difficilmente chi è a Palazzo Marino può accorgersi di certi problemi ed in maniera così tempestiva. Quindi il ruolo dei Consigli di Zona potrebbe, dovrebbe essere fondamentale non solo per un Comune, ma per lo Stato. Ma per fare in modo che le Zone abbiano un senso, bisognerebbe che l’Amministarzione Centrale delegasse qualche suo potere e qui iniziano le difficoltà. E’ allo studio un nuovo regolamento al decentramento che non sposta soldi e uffici, ma solo le competenze dando mandato ai parlamentini di occuparsi delle cose più vicine ai cittadini, dei problemi non sovrazonali, in maniera diretta relazionandosi senza terzi con gli Uffici. Speriamo che l’Assessore Colli si voglia fare portavoce di queste istanze per dare la massima priorità al decentramento. Se così non dovesse essere, lo dico senza mezzi termini, bisogna avere il coraggio chiudere i Consigli di Zona che sono frustranti per noi consiglieri e un costo inutile per noi cittadini.
Grazie dell’attenzione.
Cordiali saluti.
Davide de Corzent
L'importanza del ricordo delle stragi e delle vittime di ogni terrorismo e di qualsiasi dittatura e
la memoria fondamentale per impedire i medesimi errori nelle nuove generazioni e per onorare le vittime innocenti
Che gli stessi principi sono condivisi dal Comune e dalla Provincia di Milano che, infatti, un anno fa sono entrati come soci costituenti del progetto della “Casa della memoria”
all'impegno espresso in quella circostanza di fornire una sede a tale associazione o una sede da condividere con tutte le associazioni che si occupano di promuovere la memoria, non sono ancora seguiti fatti capaci di fornire tale sede
All'Amministrazione Centrale di convocare tutti i soggetti interessati entro 15 giorni per individuare, in quella sede, una struttura adatta e
tale struttura, per evidenti motivi storici e sociali, venga individuata in Zona 1
Davide de Corzent – Gruppo Alleanza Nazionale
Pertanto la Commissione formula in particolare i seguenti obiettivi per l’anno 2009:
- Aree mercatali settimanali. Continuare il monitoraggio delle attività di smaltimento dei rifiuti e verifica delle condizione igieniche. Sollecitare, anche attraverso incontri con le forze dell’Annonaria, della PL e delle Forze dell’0rdine, il rispetto delle norme in vigore per l’occupazione delle aree e della vendita.
Verificare, insieme agli altri settori e assessorati competenti, le possibilità di spostamento di parte del mercato di Viale Papiniano, con particolare riferimento al settore non-food, in attuazione delle delibere di questo consiglio, anche a fronte della costruzione del parcheggio di P.za Sant’ Agostino. Favorire occasioni di confronto tra i soggetti coinvolti per ottenere, anche nel breve periodo, tutte le soluzioni possibili per migliorare le condizioni di vivibilità della zona e decongestionarne la viabilità. - Quartiere Sarpi-Canonica. Proseguire il cammino intrapreso dal Consiglio di Zona 1, continuando a proporsi come luogo di confronto e dialogo tra i cittadini di nazionalità italiana e quelli cinesi e tra le varie realtà presenti sul territorio, promuovendo un dialogo costante con l’Amministrazione centrale per risolvere i problemi connessi al commercio all’ingrosso e monitorando la sperimentazione della nuova ZTL in rapporto alle attività commerciali e al nuovo sistema viabilistico della zona.
- Milano di sera. Realizzare iniziative di carattere aggregativo socio-culturale, con particolare riguardo a quegli ambiti “sensibili” (dalle Colonne di San Lorenzo al Ticinese, da Brera a Garibaldi all’Arco della Pace) in cui la vita notturna reca disagio ai residenti, in modo da rendere questi luoghi più fruibili da parte di tutti e maggiormente vivibili per i residenti stessi. Proporre, a tutela del carattere monumentale dei luoghi, verifiche sugli spazi di plateatico disponibili per i locali, in relazione all’accessibilità degli edifici e alla compatibilità con il tessuto sociale residente.
- Negozi di vicinato. Provvedere alla individuazione di linee di indirizzo per l’incentivazione del piccolo commercio a tutela della funzione sociale svolta nel mantenere vitale il centro storico, mantenendo contatti costanti con le associazioni di via. A questo riguardo sarà pregorativa della commissione prendere in considerazione quelle feste di via e/o mercatini che non si dimostreranno avulse dall’ambito in cui vengono proposte e che possano trovare una buona forma di accoglimento da parte della relativa associazione dei commercianti, garantendo condizioni adeguate di sicurezza, igiene, rispetto degli orari e compatibilità con gli altri esercizi commerciali presenti.
- Lotta all’abusivismo. Contrastare l’abusivismo e la contraffazione delle merci, un fenomeno dannoso anche alle attività commerciali regolari, oltre che a tutti cittadini, promuovendo incontri di educazione all’acquisto e ricercando una costante collaborazione con le associazioni dei commercianti, nonché con le autorità competenti (PL e forze dell’ordine), cui spetta il compito di prevenire e sanzionare ogni forma di illecito come da leggi vigenti.
- Artigianato e botteghe storiche. Proporre, in collaborazione con altre commissioni, iniziative mirate a supportare queste attività per tutelarne e promuoverne il valore storico e artistico in ambito educativo, turistico e culturale.
- Orari apertura esercizi commerciali. Intraprendere un percorso condiviso con l’Assessorato alle Attività Produttive, nonché con le associazioni di commercianti e con i gestori della media-grande distribuzione, per favorire un’armonizzazione degli orari di apertura e chiusura degli esercizi commerciali in rapporto alle necessità del territorio rispetto alle offerte di diversificazione delle tipologie commerciali.
1. Ma che legge elettorale hanno gli americani? Indubbiamente si può dire con serenità che qualsiasi legge che noi abbiamo adottato negli anni (o anche solo pensato) è di gran lunga migliore di quella dei Grandi Elettori. Allora, in pratica i voti degli americani non valgono tutti uguali. Se tu sei repubblicano a NY il tuo voto è inutile, ugualmente se sei democratico e vivi in Texas. Il tuo voto è semplicemente inutile. Conti solo se sei un cittadino della Florida o di qualche altro stato incerto. Infatti se uno stato a 20 Grandi Elettori non importa se un partito vince del'90% o del 50,01%, i 20 delegati te li cucchi tutti. Ma scusate, se il Presidente è il Presidente di tutti, non era più semplice stabilire che si contano tutti i voti e chi vince, vince? O al meno non era più giusto stabilire una percentuale con premio di maggioranza? Si dirà, una cosa è il parlamento e i suoi delegati, una cosa il Presidente. Beh non cambia molto: il voto democratico del Texas non è rappresentato.
Vogliamo parlare poi dell'iscrizione alle liste elettorali? Non basta essere americano per votare, ma lo devi chiedere. Ora, se da un lato mi sembra interessante poiché fa in modo che voti solo chi ne è davvero interessato, dall'altro allontana ancora di più un popolo che per miracolo vota al 65%.
2. Come dicevo nel post sotto, mi è abbastanza indifferente il nome del vincitore. Speriamo in Obama, lo speriamo davvero tutti. Grande comunicatore e oratore, non c'è dubbio e questo non guasta per nulla. Essere un trascinatore è importantissimo e serve a tirare fuori il meglio dalle persone. E l'America ora ne ha bisogno. Ma un conto è parlare, un conto governare. Un conto è fare un programma da 100 miliardi di dollari, un conto rispettarlo. Ma un grosso, ma davvero grosso plauso va a McCain. Grandissimo il discorso di ieri sera. Enorme. Immenso per stile e contenuti. Per farla breve questo discorso mi ha fatto pensare che forse non avevo sbagliato nel mio precedente post. Forse l'America aveva bisogno di un uomo del genere con quella calma, lucidità e attaccamento alle istituzioni, oltre che, ovviamente, con grande esperienza.
Un caro abbraccio a tutti.
Deco
Anche se oggi non ho molto tempo, volevo commentare le imminenti elezioni USA prima dell'ora "X".
Premessa, le elezioni americane sono sempre un fatto di notevole importanza, forse l'avvenimento politico più importante del pianeta (anche se negli ultimi anni, sfortunatamente, è probabilmente meno determinante di un tempo). Ad ogni modo, al contrario di molti di voi, mi appassionano meno di altri eventi. Poco sotto vi spiegherò perché. Prima voglio fare un altro inciso altrettanto fondamentale. Sono uno di quelli che stima l'America e il popolo americano per moltissime cose ed è inutile dire che gli sono grato per molte altre. Proprio per questo motivo posso permettermi di criticare largamente il facile entusiasmo che anima alcuni quando parlano degli USA.
Un popolo dove il candidato premier spende 6.000.000 di dollari per uno spot, che ha una campagna elettorale di 1 anno, che obbliga i candidati alle pagliacciate più totale in stile Hollywoodiano non può e non deve essere considerato una guida culturale.
Va bene la prima potenza economica, va bene la democrazia, vanno bene tante cose, ma tante altre proprio no. Non cambierei la mia nazionalità per nulla al mondo, tanto meno per quella americana.
Detto questo cerchiamo di entrare nella questione in maniera più diretta. Obama o McCain? Boh!!!!!
Forse qualcuno si sarebbe aspettato che la mia posizione fosse assolutamente pro McCain, in realtà non è così anche se forse lo preferisco al candidato democratico. Partiamo proprio da qui, dal concetto di Repubblicano e Democratico. Molti assimilano il primo alla nostra destra e il secondo termine alla nostra sinistra. Niente di più falso. Il progressismo anglosassone è completamente diverso dalla nostra social-democrazia. Onestamente si dovrebbe dire che entrambi stanno più o meno a destra (non la nostra destra), ma i primi sono più liberisti dei secondi. Ma mentre sto scrivendo questa definizione rido da solo. Questi partiti sono l'espressione di una cultura e di una società largamente differente alla nostra in particolare e a quella europea in generale. Quindi schematizzare in questo modo è ridicolo.
Ci sono grosse differenze nell'approccio "morale" alla società? Si moltissime, ma molto distanti dalle nostre. Forse è proprio questo il motivo che non mi fa interessare tanto a queste competizioni. Le questioni sociali ed etiche sono trattate in maniera profondamente diversa dalla nostra (per me in modo negativo) e tuttavia queste non inficiano, tendenzialmente, il resto del mondo. O almeno, per quanto ho detto nella seconda premessa, non dovrebbero farlo. Comunque personalmente non lo fanno.
Andiamo alla questione economica. Gli americani stanno piangendo una crisi, di cui tutti stiamo pagando le conseguenze, causata direttamente da loro e non solo negli ultimi 10 anni. Troppo liberismo, mancanza di regole, disattenzione al sociale e politiche economiche "estere" rovinose. Colpa repubblicana: certo. Colpa democratica: anche. La deregulation portata avanti almeno dagli ultimi 3 presidenti è stata rovinosa per tutti e adesso si rendono conto che non possono andare avanti così: speriamo che le uova non si siano rotte!
Quindi l'unica cosa che davvero mi interessa, la politica economica interna degli USA, non è, dal mio punto di vista, stata affrontata in maniera positiva ultimamente ne dai Democratici ne dai Repubblicani.
Quindi se dovessi scegliere io mi affiderei alle persone. E qui vengono altri problemi. McCain ha messo in campo non una Vice, ma una matta. Obama un uomo di palazzo vecchio stampo. Il repubblicano, anche se potrebbe sembrare una sciocchezza, oltre ad avere la sua età non sembra godere di ottima salute. E questo è un problema. Ma Obama? No non mi convince fino in fondo. Grandissimo comunicatore, non c'è dubbio, ma poi? Troppe ombre. In fin dei conti preferirei McCain, se non altro per il simbolo che è. Quell'America rassicurante, solida, ferma e capace di soffrire, ma di andare avanti.
Comunque vada speriamo che gli USA scendano dal piedistallo dove si sono messi per rendersi conto che non sono più gli anni 60, che forse gli altri non hanno tutti torto e che per certe cose è meglio "prendere spunto" da altre nazioni, culturalmente e socialmente più avanzate.
In realtà, e concludo veramente, spererei di più che l'Europa, quella vera, sappia unirsi realmente, prendere dagli americani quanto di meglio possibile per ritornare ad essere quello che dovrebbe essere: il punto di riferimento del mondo.
Un caro abbraccio a tutti.
Deco
tra i vari temi che sono sul tavolo in questo momento, ve ne voglio sottoporre uno in particolare. Quello della legge elettorale per le Europee.
PREMESSA. Vista la mia storia politica di provenienza vi premetto che sono presidenzialista, per il maggioritario (senza collegi in esubero rispetto al territorio) con la possibilità di esprimere, in questi, la propria preferenza su più candidati. Al limite sono favorevole ad un proporzionale con sbarramento su base regionale più alto del 5%, ma con sempre la possibilità di poter esprimere il proprio candidato preso tra i nomi proposti nelle liste dei vari partiti.
Ovviamente questo vale per le Politiche, altra cosa sono le Europee, ma le linee guida sono chiare.
Detto questo sembrerebbe scontato che non condivida largamente la legge proposta dalla maggioranza. In realtà non è così. Ho cercato, cosa che dovrebbero fare tutti, di accostarmi all'argomento con serenità e valutare gli eventuali scenari.
Ecco le mie considerazioni.
Partiamo da quello che mi convince di più. Sicuramente lo sbarramento al 5% è di mio gradimento. Ho sentito tutta la discussione parlamentare su questo tema e davvero non comprendo la posizione equilibrista del PD, fino a ieri assolutamente d'accordo, oggi contraria perchè, per problemi politici, ha la necessità di recuperare i rapporti, tanto bisfrattati con la Sinistra e con l'IDV. Ho sentito persino parlamentari dire che lo sbarramento doveva essere più basso perchè ci sono realtà nel paese, presenti storicamente, che si attestano sul 3-4%. La contraddizione è talmente evidente che non merita nemmeno di soffermarsi. La legge elettorale, infatti, non deve fotografare la realtà, ma sintetizzarla per fare in modo che la maggioranza governi nel rispetto delle minoranze. A questo punto, visto il recente passato, si evince chiaramente che il 5% pulisce dal parlamento forze che giustamente esistono sul territorio, ma che non necessariamente devono avere rappresentanza parlamentare, almeno che non si valuti come rappresentanza la possibilità di avere un deputato, inutile e oneroso.
Passiamo adesso ad una cosa in cui si poteva fare di più: restringere le circoscrizioni. Queste, se non erro, vengono raddoppiate, dal mio punto di vista, come vedremo poco sotto, è un primo positivo passo in avanti, ma si può e si deve fare di più.
La questione delle preferenze è, ovviamente, quella che mi fa rimanere più perplesso. Attenzione, con gli anni ho imparato a non vedere questa cosa come un demonio, tuttavia devo fare alcune considerazioni. Purtroppo il mal costume italiano fa in modo che la preferenza, specie in alcune regioni, favorisca l'elezione di soggetti collegati in vario modo con la mafia che governa il territorio. Eliminare la preferenza, in parte, elimina questo grave problema. E tuttavia lo elimina solo in parte. E' vero, infatti, che le stesse liste calate dall'alto da Roma devono trovare il consenso degli elettori e, quindi, devono essere fatte in concerto con il territorio. In ultima analisi quindi il problema rischia di non essere risolto del tutto. Se infatti a Milano, come si è visto nelle ultime Politiche, è facile calare qualcono dall'alto, non altrettanto è in altre zone d'Italia. Inoltre, non perchè ci sono regioni poco virtuose, bisogna punire regioni virtuose, dove cioè gli elettori davvero liberamente esprimono il loro parere. Qualcuno obbietta che in realtà le preferenze vengono usate poco. Beh l'obbiezione non è molto forte. Infatti ci sono vari stadi di consapevolezza del voto. C'è chi vota il partito perchè è d'accordo con le idee e non è particolarmente interessato alle persone, esiste gente che vota un partito per i motivi più disparati, ma esistono anche persone che oltre alle idee vogliono scegliere anche i candidati che reputano più idonee per portare avanti queste idee. Questi ultimi sembrano essere molto virtuosi, allora perchè non dargli la possibilità di votare? Ripeto non l'obbligo, ma la possibilità.
Infine, come rilevato anche da deputati della maggioranza, leggi elettorali sprovviste di preferenza, aprono un problema non secondario: la democrazia interna al partito. Se è vero infatti che un partito è ritenuto responsabile politicamente della lista che propone è anche vero che tale responsabilità non risolve la possibilità dal basso di votare un candidato "sconosciuto". In altre parole: è vero che un partito se fa una buona lista sarà premito, altrimenti no, ma è anche vero che se tu non sei conosciuto difficilmente sarai messo nelle liste e potrai farti valere conquistandoti i voti sul territorio. A questo punto, specie nel PDL, dovrà davvero nascere un dibattito serio su come garantire la democrazia nel partito.
Infine alcune considerazione di carattere generale. Il problema non è la legge elettorale, ma l'Europa. Così come è non ha un senso effettivo. Per fare quello che fa l'Europa potrebbe essere costituita semplicemente da un gabinetto di presidenti, ministri e funzionari e basta. Questo ci farebbe avere tutti i benefit della comunità senza pagarne gli enormi costi. Del resto un parlamento serve per fare politica. Ma in Europa è impossibile fare politiche, perchè l'Europa non esiste. E' un concetto, un ente economico, ma non una federazione, non uno stato. Non esiste una carta dei valori, non un popolo, non degli ideali. L'unica cosa che dovrebbero fare i parlamentari europei è iniziare a costruire l'Europa da un punto di vista culturale e sociale. Per regolamentare dei processi non sono necessari. Costruire l'Europa è la scommessa. E' l'unica cosa necessaria. Le campagne elettorali europee, fateci caso, quasi mai propongono dei veri spunti per costruire un popolo. Si cerca di fuggire gli accenni importanti sulle basi culturali, visti come fumo negli occhi da coloro che vogliono accozzare il maggior numero di stati possibili solo per motivi di interesse economico. per questo poi le nazioni bocciano questo progetto, non andando a votare, disperdendo il voto votando per partiti dichiaratamente antieuropeisti o bocciando direttamente la Costituzione. Che tutto è fuorché una costituzione.
Questo è il vero problema dell'Europa. Per questo bisogna unire i rappresentanti ai rappresentati ed è per questo, ad esempio, che le circoscrizioni devono essere piccole, in modo da permettere non la candidatura della Star, ma del politico che conosce il proprio territorio e ne porta le istanze e la visione del mondo all'interno di un organo che deve sintetizzare questi interessi per governare un popolo, quello europeo.
Fatte queste considerazioni posso tranquillamente concludere che la legge proposta non è per me la miglior legge possibile, anzi ha tante grosse lacune, ma sicuramente è meglio di quella con cui abbiamo votato lo scorso mandato. Speriamo che inizi un cammino positivo in tal senso. Speriamo che ci si renda conto che l'Europa è una cosa seria e l'unico sbocco possibile per poter affrontare le scommesse del futuro, specie per l'Italia che o sarà europea o non sarà.
Un caro abbraccio.
Deco

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