Il blog di Davide de Corzent Wanver - DECO

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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Deco (del 29/01/2009 @ 18:21:24, in Politica, linkato 448 volte)
Carissimi,

vi segnalo gli ottimi articoli su http://www.libero-news.it/articles/view/491763 di Scaglia e Mottola a cui ho inviato la seguente lettera aperta:

Egregi Dottori Andrea Scaglia e Lorenzo Mottola,

mi chiamo Davide de Corzent e sono il Presidente della Commissione Attività Produttive e Commercio del Consiglio di Zona 1 di Milano.
Vi ringrazio molto per i vostri interventi di oggi su Libero riguardanti i parlamentini zonali. Vi ringrazio perché tenete viva l’attenzione su un problema che, senza volersi riempire la bocca con paroloni come “federalismo”, dovrebbe essere considerato assai importante per chi vuole uno stato snello, ma al contempo vicino ai cittadini. In una parola: uno stato decentrato.
Ho 29 anni e faccio questo lavora da poco più di 2 anni. Vi posso assicurare che in molti casi i Consiglieri lavorano bene e dedicano ore e ore dietro alla Zona, ai suoi problemi e al tentativo di risolverli (o di contribuire a farlo – Vedi Libero Milano di oggi su Sant Ambrogio). Ovviamente non per soldi. Come avete fatto notare voi, tranne i Presidenti, percepiamo uno “stipendio” netto massimo di meno di 500 euro, ma difficilmente tutti i Consiglieri arrivano agli 11 gettoni (e non per pigrizia, ma per la suddivisione interna ai Gruppi del lavoro da svolgere all’interno delle Commissioni). Quindi, anche se in 2 anni ho visto scene da “gettonari” di prima categoria, in generale posso assolutamente affermare che i Consiglieri (senza distinzione di gruppi di appartenenza) lavorano al meglio delle loro possibilità.
Il problema quindi, a mio avviso, non è sui costi, ma sugli effettivi benefici e risultati. Come avete fatto trasparire voi in maniera perfetta, il problema sono le competenze. Ossia: non abbiamo nessuna competenza. Sarebbe bello occuparsi di buche stradali, agibilità delle scuole, locali, etc.. , ma in realtà non possiamo farlo. O almeno non direttamente. Allora scriviamo, convochiamo, insistiamo, ma il risultato sta nel “buon cuore” dell’Amministarzione Centrale che però, il più delle volte, vede i Consigli di Zona come una “scocciatura”. E questo è un vero peccato. Difficilmente chi è a Palazzo Marino può accorgersi di certi problemi ed in maniera così tempestiva. Quindi il ruolo dei Consigli di Zona potrebbe, dovrebbe essere fondamentale non solo per un Comune, ma per lo Stato. Ma per fare in modo che le Zone abbiano un senso, bisognerebbe che l’Amministarzione Centrale delegasse qualche suo potere e qui iniziano le difficoltà. E’ allo studio un nuovo regolamento al decentramento che non sposta soldi e uffici, ma solo le competenze dando mandato ai parlamentini di occuparsi delle cose più vicine ai cittadini, dei problemi non sovrazonali, in maniera diretta relazionandosi senza terzi con gli Uffici. Speriamo che l’Assessore Colli si voglia fare portavoce di queste istanze per dare la massima priorità al decentramento. Se così non dovesse essere, lo dico senza mezzi termini, bisogna avere il coraggio chiudere i Consigli di Zona che sono frustranti per noi consiglieri e un costo inutile per noi cittadini.

Grazie dell’attenzione.

Cordiali saluti.

Davide de Corzent
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Di Deco (del 25/01/2009 @ 20:55:53, in Politica, linkato 482 volte)
Ciao a tutti, oggi voglio ritornare su una tematica su cui sono intervenuto qualche tempo fa sulla rivista di media2000 (adesso consultabili online su www.media2000.it), ossia il rapporto tra le nuove tecnologie e la politica e più in particolare tra questa e i blog. Ai tempi di quegli articoli il social networking, in Italia, non era molto diffuso e fenomeni come facebook stavano solo arrivando. In pochi mesi invece fb è esploso e la blogosfera italiana sembra aver subito un bel ridimensionamento. Ai post si sono sostituiti molto velocementi i cambi di status che vengono commentati in maniera più veloce e rapida. Facilmente si possono condividere contenuti di diversa natura, sposare cause, etc... I politici si sono buttati a testa bassa su fb. I motivi sono tanti. E' più pratico e veloce da aggiornare, attraverso i contatti hai una gestione più agevole della mailing e tutta la piattaforma favorisce rapporti interpersonali e quindi rende velocissimo il propagarsi di notizie, eventi, prese di posizione. Quindi i blog politici stanno morendo? Hanno ancora un senso? In realtà credo che la tendenza alla flessione andrà avanti ancora per un po' di tempo e che questo sfoltirà molto il gruppo, ma alcuni blog credo che reggeranno. In particolare credo che avere un proprio spazio altamente personalizzabile come quello che si ottine dalle piataforme dei blog sia uno strumento migliore per un certo tipo di blog. In particolare quelli di approfondimento che hanno un discreto seguito e che quindi sono acessibili da tutti gli utenti di Internet (magari anche grazia al rss). Oviamente resisteranno (ossia avranno un seguito) solo quei blog legati ad una figura autorevole (e non per questo solo i blog dei politici). Ovviamente la previsione è a brevissimo perché tutto può succedere. In particolare potrebbero modificarsi le piataforme dei social network e questo influirebbe in modo determinante. Approfondirò queste riflessioni prossimamente su media2000 sottolineandovi anche i dati e le tendenze. Un caro abbraccio a tutti. Deco.
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Di Deco (del 19/01/2009 @ 22:27:00, in Politica, linkato 511 volte)
Buon 2009 a tutti. Spero sia un anno ottimo... Anche se, guerre in primis, non mi sembra che sia iniziato nel migliore dei modi. Politicamente gli appuntamenti saranno tanti fra questi le contestatissime elezioni provinciali. Contestatissime perché a questo giro, più che mai, sono molte le voci che si alzano per la loro eliminazione. Ovviamente, chi segue questa linea, si sente incoraggiato dalla moda della lotta alla Casta che va per la maggiore. Intendiamoci: c'è solo un pizzico di polemica in quello che dico. La lotta agli sprechi è fondamentale e sarà la vera scomessa per il futuro. Ma a volte si rischia di buttare via l'acqua sporca con il bambino dentro. Colpendo dove non serve, senza guardare con obbiettività dove si insinua veramente il marcio. Attenzione: una modifica delle province, così come una riorganizzazione generale dello Stato è necessaria, ma si rischia di perdere tempo, efficienza e soldi se non si sa dove si vuole andare a parare. Cerchiamo di riflettere con calma, come abbiamo fatto per la legge elettorale europea (qualche post più sotto) in cui le osservazioni che avevamo fatto sono state quelle generalmente condivise dalle parti politiche. Per inciso: speriamo che non blocchino la discussione parlamentare sull'Europa e che non si aspettino ancora 5 anni. Ma torniamo alle provinciali. Chiediamoci, molto pragmaticamente, cosa sono le province e a cosa servono. In Italia ci sono molte città mediamente grandi e medamente popolate. In questo la nostra nazione è differente dagli altri partner eurpei. Città mediamente grandi alle cui porte ci sono comuni anche molto piccoli. Stando così la situazione: si è sicuri che la soluzione per organizzare politicamente il territorio, ossia vicino a cittadini e vicino a Roma, sia quella di togliere le Provincie? Io ho i miei dubbi, anzi penso che bisogni guardare con maggiore attenzione ai rapporti tra i comuni e le provincie. In una grande città come Milano è da tempo che si snte parlare della: città metropolitana. Ossia allargare la giurisdizione del comune anche alle città limitrofe. Ottima idea! Ma in realtà stiamo dicendo: provincia. E sia: ecco la soluzione. Si dice che questa soluzione ha ragione di essere solo nelle grandi città. In realtà penso sia l'esatto contrario. Il sindaco di Milano è spesso a Parlare con ministri e premier, lo stesso non si può dire del sindaco di Massa e così via. Con questo voglio dire che se il sindaco di Massa-Carrara avesse gli stessi poteri di quello attuale, ma con una circoscrizione grossa come tutta la provincia forse avrebbe un peso maggiore di quanto non l'abbia attualmente. Il problema quindi è proprio il rapporto fra i comuni. Per quanto mi riguarda dividerei i territori provinciali in circoscrizioni, larghe come i comuni che ne fanno parte, e gli darei i poteri che competono attualmente alle municipalità romane e darei alla provincia le competenze sovrazzonali esattamente come nel comune di Roma. In pratica farei l'esatto contrario di quello che si vuole operare. Toglierei poteri ai comuni, limitandone anche il numero di consiglieri e rendendole strutture molto più snelle e vicine ai cittadini (ma con effettivi poteri specie per quello che riguarda l'urbanistica, il commercio, etc...) e farei crescere il peso politico delle provincie affidandogli i compiti di sintetizzare, riassumere, ma soprattotto eseguire tutto ciò che è di competenza, lo ripeto, sovrazzonale. La provincia diventerebbe così un caposaldo per la costruzione di un'Italia più vicina alla gente e nel contempo più forte centralmente. Ovviamente in questo modo si risparmierebbe davvero tanto, anche in termini economici. Pensate voi a quanti sindaci, direttori, assessori ed uffici in meno ci sarebbero: avete idea di che cifre stiamo parlando? Fatemi sapere cosa ne pensate. Un caro abbraccio. Deco
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