Il blog di Davide de Corzent Wanver - DECO

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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Deco (del 27/03/2009 @ 19:57:02, in Politica, linkato 311 volte)
Quando pubblicherò questo post sarò già tornato da Roma, dal Congresso di AN. Si sta scrivendo e si scriverà molto sulla fine di AN e sulla nascita del PDL. Molti useranno toni nostalgici, non io. L'esperienza di questi anni è stata meravigliosa, ma non finisce. Per questo non ho nostalgia. La fusione è una tappa obbligata per la costruzione di quel partito che, partendo da Almirante, porterà non solo ad un soggetto del 40%, ma, tra qualche anno, del 50% (e speriamo qualcosa di più). L'appello alle persone di buona volontà, a cui si rivolgeva l'MSI, si sta facendo strada guidato dalla nostra classe dirigente (MSI, prima, ed AN poi) e da Berlusconi che è indubbiamente stato l'ultimo tassello per sdoganare la destra italiana dal suo passato. Alleanza Nazionale era già il PDL, come ho avuto modo di dire anche in un post poco sotto, ma, per le sue origini, era poco credibile. Ora avremo lo spazio politico che ci è sempre spettato. Spazio politico che però dovremo difendere per garantire che il PDL sia il partito di centro destra che tutti vogliono. Purtroppo, infatti, FI non porta solo Berlusconi. Purtroppo in FI ci sono svariate sacche che non si riferiscono al centro destra come tavola valoriale e pertanto devono continuare ad essere marginalizzate politicamente. Aree radicali, socialiste, etc... che, se hanno un senso, devono essere piccole sfumature e quindi devono avere la giusta rappresentanza, nulla di più. Questo deve essere il nostro prossimo obbiettivo, la nostra battaglia all'interno del partito, fuori la sfida è quella di arrivare al 50% erodendo da Lega a UDC fino ad assorbirne l'elettorato, come dicevo. Quindi nessuna nostalgia: il futuro ci appartiene. A qualche giorno da quando ho scritto queste righe, prima di pubblicare, ci ritorno con due appunti. Il discorso di Fini e di qualche colonnello mi ha fatto venire qualche dubbio sull'identità che dovrà avere il nascente PDL. Come dicevo, infatti, l'obiettivo del partito è quello di rappresentare i moderati, quelli che si riconoscono in un partito di centro destra. Quindi cosa intendeva Fini quando ha detto che il PDL non sarà un partito di destra? Io credevo che l'MSI, prima, e AN, poi, si siano sciolti in entità più grandi per dare rappresentanza di governo a questo elettorato. Altrimenti non ne vedo il motivo. Questa perplessità è stata alimentata anche da altri passaggi, come quello della libertà di coscienza su tematiche morali, che è molto pericoloso e molto poco di destra. Oltre che devastante dal punto di vista dell'organizzazione del partito, costituendone un suicidio. Infatti, su tutte le tematiche si può essere più o meno d'accordo con la sinistra, tranne che nello schieramento etico del movimento che deve necessariamente essere distante dai valori socialisti, comunisti e comunque riformisti. Facciamo un esempio. Il presidenzialismo è da sempre un nostro pallino e io ne sono uno dei più forti sostenitori. Ora, dopo qualche decenni, anche il PD, però è possibilista. Come vedete quindi su queste cose si può, e di fatto si fa, cambiare idea nel corso degli anni. Ma non si può cambiare idea sulla visione dell'uomo, del mondo e dei principi ultimi. Un partito di centro destra, non può avere libertà di coscienza su questi temi. Quindi, per concludere, non conosco i motivi perché altri siano entrati nel PDL, i miei ve li ho spiegati e lavorerò per costruire un partito come quello che ho in mente. Un caro abbaccio a tutti. Deco
 
Di Deco (del 16/03/2009 @ 11:52:14, in Politica, linkato 334 volte)
Ciao a tutti ecco il programma votato venerdì:

PROGRAMMA M.A.A.P. 2009


La Commissione Attività Produttive e Commercio, visto il programma con la quale è stata istituita, si propone in linea generale di sostenere tutti quei progetti volti a migliorare la vivibilità del Centro Storico di Milano


In modo particolare si considerano prioritari i progetti mirati a:


1. sostenere ed incentivare i negozi di vicinato, gli artigiani e le botteghe storiche

2. sostenere ed incentivare tutte le attività produttive riconosciute importanti per il tessuto urbano della Zona, anche con attenzione alle tematiche dell’integrazione e dell’eco compatibilità

3. contrastare l’abusivismo in ogni sua forma anche tramite attività di promozione del consumo critico e consapevole

4. rendere più vitale il centro storico anche attraverso eventi e manifestazioni
 
Di Deco (del 13/03/2009 @ 12:32:21, in Politica, linkato 316 volte)
VALUTATO

positivamente il mosaico decorativo realizzato nella fermata metropolitana Lanza

CONSIDERATO

che questo è stato l'unico esperimento di questo tipo realizzato dall'Amministrazione Centrale

E CONSIDERATO ANCHE CHE

tali forme artistiche sono un disincentivo all'imbrattamento delle pareti delle metropolitane

E CHE

possono migliorare sensibilmente l'immagine della città anche in vista dell'EXPO 2015

IL CONSIGLIO DI ZONA 1 – CENTRO STORICO – CHIEDE

all'Amministrazione Centrale di coordinare con MM un lavoro che porti alla realizzazione di un progetto volto all'abbellimento artistico delle fermate metroplitane, quantomeno di zona 1, che hanno un notevole impatto dal punto di vista turistico.



Primo firmatario
Davide de Corzent – Gruppo Alleanza Nazionale
 
Di Deco (del 26/02/2009 @ 15:35:22, in Politica, linkato 372 volte)
Purtoppo la fretta di questi giorni mi ha impedito di finire gli articoli su media2000 sull'argomento in oggetto (vedi prima parte poco sotto). Non sono nemmeno riuscito ad approfondire l'argomento qui sul blog.

Ad ogni modo vi segnalo, molto in ritardo ma magari per qualcuno è utile il bellissimo articolo di Stefania Vituli sul Il Giornale del 23 febbraio (http://www.ilgiornale.it/pag_pdf.php?ID=98453).

Appena riesco scriverò la terza parte!

Un abbraccio.

Deco
 
Di Deco (del 29/01/2009 @ 18:21:24, in Politica, linkato 447 volte)
Carissimi,

vi segnalo gli ottimi articoli su http://www.libero-news.it/articles/view/491763 di Scaglia e Mottola a cui ho inviato la seguente lettera aperta:

Egregi Dottori Andrea Scaglia e Lorenzo Mottola,

mi chiamo Davide de Corzent e sono il Presidente della Commissione Attività Produttive e Commercio del Consiglio di Zona 1 di Milano.
Vi ringrazio molto per i vostri interventi di oggi su Libero riguardanti i parlamentini zonali. Vi ringrazio perché tenete viva l’attenzione su un problema che, senza volersi riempire la bocca con paroloni come “federalismo”, dovrebbe essere considerato assai importante per chi vuole uno stato snello, ma al contempo vicino ai cittadini. In una parola: uno stato decentrato.
Ho 29 anni e faccio questo lavora da poco più di 2 anni. Vi posso assicurare che in molti casi i Consiglieri lavorano bene e dedicano ore e ore dietro alla Zona, ai suoi problemi e al tentativo di risolverli (o di contribuire a farlo – Vedi Libero Milano di oggi su Sant Ambrogio). Ovviamente non per soldi. Come avete fatto notare voi, tranne i Presidenti, percepiamo uno “stipendio” netto massimo di meno di 500 euro, ma difficilmente tutti i Consiglieri arrivano agli 11 gettoni (e non per pigrizia, ma per la suddivisione interna ai Gruppi del lavoro da svolgere all’interno delle Commissioni). Quindi, anche se in 2 anni ho visto scene da “gettonari” di prima categoria, in generale posso assolutamente affermare che i Consiglieri (senza distinzione di gruppi di appartenenza) lavorano al meglio delle loro possibilità.
Il problema quindi, a mio avviso, non è sui costi, ma sugli effettivi benefici e risultati. Come avete fatto trasparire voi in maniera perfetta, il problema sono le competenze. Ossia: non abbiamo nessuna competenza. Sarebbe bello occuparsi di buche stradali, agibilità delle scuole, locali, etc.. , ma in realtà non possiamo farlo. O almeno non direttamente. Allora scriviamo, convochiamo, insistiamo, ma il risultato sta nel “buon cuore” dell’Amministarzione Centrale che però, il più delle volte, vede i Consigli di Zona come una “scocciatura”. E questo è un vero peccato. Difficilmente chi è a Palazzo Marino può accorgersi di certi problemi ed in maniera così tempestiva. Quindi il ruolo dei Consigli di Zona potrebbe, dovrebbe essere fondamentale non solo per un Comune, ma per lo Stato. Ma per fare in modo che le Zone abbiano un senso, bisognerebbe che l’Amministarzione Centrale delegasse qualche suo potere e qui iniziano le difficoltà. E’ allo studio un nuovo regolamento al decentramento che non sposta soldi e uffici, ma solo le competenze dando mandato ai parlamentini di occuparsi delle cose più vicine ai cittadini, dei problemi non sovrazonali, in maniera diretta relazionandosi senza terzi con gli Uffici. Speriamo che l’Assessore Colli si voglia fare portavoce di queste istanze per dare la massima priorità al decentramento. Se così non dovesse essere, lo dico senza mezzi termini, bisogna avere il coraggio chiudere i Consigli di Zona che sono frustranti per noi consiglieri e un costo inutile per noi cittadini.

Grazie dell’attenzione.

Cordiali saluti.

Davide de Corzent
 
Di Deco (del 25/01/2009 @ 20:55:53, in Politica, linkato 481 volte)
Ciao a tutti, oggi voglio ritornare su una tematica su cui sono intervenuto qualche tempo fa sulla rivista di media2000 (adesso consultabili online su www.media2000.it), ossia il rapporto tra le nuove tecnologie e la politica e più in particolare tra questa e i blog. Ai tempi di quegli articoli il social networking, in Italia, non era molto diffuso e fenomeni come facebook stavano solo arrivando. In pochi mesi invece fb è esploso e la blogosfera italiana sembra aver subito un bel ridimensionamento. Ai post si sono sostituiti molto velocementi i cambi di status che vengono commentati in maniera più veloce e rapida. Facilmente si possono condividere contenuti di diversa natura, sposare cause, etc... I politici si sono buttati a testa bassa su fb. I motivi sono tanti. E' più pratico e veloce da aggiornare, attraverso i contatti hai una gestione più agevole della mailing e tutta la piattaforma favorisce rapporti interpersonali e quindi rende velocissimo il propagarsi di notizie, eventi, prese di posizione. Quindi i blog politici stanno morendo? Hanno ancora un senso? In realtà credo che la tendenza alla flessione andrà avanti ancora per un po' di tempo e che questo sfoltirà molto il gruppo, ma alcuni blog credo che reggeranno. In particolare credo che avere un proprio spazio altamente personalizzabile come quello che si ottine dalle piataforme dei blog sia uno strumento migliore per un certo tipo di blog. In particolare quelli di approfondimento che hanno un discreto seguito e che quindi sono acessibili da tutti gli utenti di Internet (magari anche grazia al rss). Oviamente resisteranno (ossia avranno un seguito) solo quei blog legati ad una figura autorevole (e non per questo solo i blog dei politici). Ovviamente la previsione è a brevissimo perché tutto può succedere. In particolare potrebbero modificarsi le piataforme dei social network e questo influirebbe in modo determinante. Approfondirò queste riflessioni prossimamente su media2000 sottolineandovi anche i dati e le tendenze. Un caro abbraccio a tutti. Deco.
 
Di Deco (del 19/01/2009 @ 22:27:00, in Politica, linkato 507 volte)
Buon 2009 a tutti. Spero sia un anno ottimo... Anche se, guerre in primis, non mi sembra che sia iniziato nel migliore dei modi. Politicamente gli appuntamenti saranno tanti fra questi le contestatissime elezioni provinciali. Contestatissime perché a questo giro, più che mai, sono molte le voci che si alzano per la loro eliminazione. Ovviamente, chi segue questa linea, si sente incoraggiato dalla moda della lotta alla Casta che va per la maggiore. Intendiamoci: c'è solo un pizzico di polemica in quello che dico. La lotta agli sprechi è fondamentale e sarà la vera scomessa per il futuro. Ma a volte si rischia di buttare via l'acqua sporca con il bambino dentro. Colpendo dove non serve, senza guardare con obbiettività dove si insinua veramente il marcio. Attenzione: una modifica delle province, così come una riorganizzazione generale dello Stato è necessaria, ma si rischia di perdere tempo, efficienza e soldi se non si sa dove si vuole andare a parare. Cerchiamo di riflettere con calma, come abbiamo fatto per la legge elettorale europea (qualche post più sotto) in cui le osservazioni che avevamo fatto sono state quelle generalmente condivise dalle parti politiche. Per inciso: speriamo che non blocchino la discussione parlamentare sull'Europa e che non si aspettino ancora 5 anni. Ma torniamo alle provinciali. Chiediamoci, molto pragmaticamente, cosa sono le province e a cosa servono. In Italia ci sono molte città mediamente grandi e medamente popolate. In questo la nostra nazione è differente dagli altri partner eurpei. Città mediamente grandi alle cui porte ci sono comuni anche molto piccoli. Stando così la situazione: si è sicuri che la soluzione per organizzare politicamente il territorio, ossia vicino a cittadini e vicino a Roma, sia quella di togliere le Provincie? Io ho i miei dubbi, anzi penso che bisogni guardare con maggiore attenzione ai rapporti tra i comuni e le provincie. In una grande città come Milano è da tempo che si snte parlare della: città metropolitana. Ossia allargare la giurisdizione del comune anche alle città limitrofe. Ottima idea! Ma in realtà stiamo dicendo: provincia. E sia: ecco la soluzione. Si dice che questa soluzione ha ragione di essere solo nelle grandi città. In realtà penso sia l'esatto contrario. Il sindaco di Milano è spesso a Parlare con ministri e premier, lo stesso non si può dire del sindaco di Massa e così via. Con questo voglio dire che se il sindaco di Massa-Carrara avesse gli stessi poteri di quello attuale, ma con una circoscrizione grossa come tutta la provincia forse avrebbe un peso maggiore di quanto non l'abbia attualmente. Il problema quindi è proprio il rapporto fra i comuni. Per quanto mi riguarda dividerei i territori provinciali in circoscrizioni, larghe come i comuni che ne fanno parte, e gli darei i poteri che competono attualmente alle municipalità romane e darei alla provincia le competenze sovrazzonali esattamente come nel comune di Roma. In pratica farei l'esatto contrario di quello che si vuole operare. Toglierei poteri ai comuni, limitandone anche il numero di consiglieri e rendendole strutture molto più snelle e vicine ai cittadini (ma con effettivi poteri specie per quello che riguarda l'urbanistica, il commercio, etc...) e farei crescere il peso politico delle provincie affidandogli i compiti di sintetizzare, riassumere, ma soprattotto eseguire tutto ciò che è di competenza, lo ripeto, sovrazzonale. La provincia diventerebbe così un caposaldo per la costruzione di un'Italia più vicina alla gente e nel contempo più forte centralmente. Ovviamente in questo modo si risparmierebbe davvero tanto, anche in termini economici. Pensate voi a quanti sindaci, direttori, assessori ed uffici in meno ci sarebbero: avete idea di che cifre stiamo parlando? Fatemi sapere cosa ne pensate. Un caro abbraccio. Deco
 
Di Deco (del 18/12/2008 @ 15:56:13, in Politica, linkato 695 volte)
Il Consiglio di Zona 1 - Centro Storico

CONSIDERATA

L'importanza del ricordo delle stragi e delle vittime di ogni terrorismo e di qualsiasi dittatura e

GIUDICANDO

la memoria fondamentale per impedire i medesimi errori nelle nuove generazioni e per onorare le vittime innocenti

E RITENENDO ANCHE

Che gli stessi principi sono condivisi dal Comune e dalla Provincia di Milano che, infatti, un anno fa sono entrati come soci costituenti del progetto della “Casa della memoria”

MA CONSIDERANDO ALTRESÌ CHE

all'impegno espresso in quella circostanza di fornire una sede a tale associazione o una sede da condividere con tutte le associazioni che si occupano di promuovere la memoria, non sono ancora seguiti fatti capaci di fornire tale sede

CHIEDE

All'Amministrazione Centrale di convocare tutti i soggetti interessati entro 15 giorni per individuare, in quella sede, una struttura adatta e

CHIEDE ANCHE CHE

tale struttura, per evidenti motivi storici e sociali, venga individuata in Zona 1



Davide de Corzent – Gruppo Alleanza Nazionale
 
Di Deco (del 06/11/2008 @ 00:29:17, in Politica, linkato 537 volte)
Ecco alcune altre considerazioni sull'elezione USA.

1. Ma che legge elettorale hanno gli americani? Indubbiamente si può dire con serenità che qualsiasi legge che noi abbiamo adottato negli anni (o anche solo pensato) è di gran lunga migliore di quella dei Grandi Elettori. Allora, in pratica i voti degli americani non valgono tutti uguali. Se tu sei repubblicano a NY il tuo voto è inutile, ugualmente se sei democratico e vivi in Texas. Il tuo voto è semplicemente inutile. Conti solo se sei un cittadino della Florida o di qualche altro stato incerto. Infatti se uno stato a 20 Grandi Elettori non importa se un partito vince del'90% o del 50,01%, i 20 delegati te li cucchi tutti. Ma scusate, se il Presidente è il Presidente di tutti, non era più semplice stabilire che si contano tutti i voti e chi vince, vince? O al meno non era più giusto stabilire una percentuale con premio di maggioranza? Si dirà, una cosa è il parlamento e i suoi delegati, una cosa il Presidente. Beh non cambia molto: il voto democratico del Texas non è rappresentato.
Vogliamo parlare poi dell'iscrizione alle liste elettorali? Non basta essere americano per votare, ma lo devi chiedere. Ora, se da un lato mi sembra interessante poiché fa in modo che voti solo chi ne è davvero interessato, dall'altro allontana ancora di più un popolo che per miracolo vota al 65%.

2. Come dicevo nel post sotto, mi è abbastanza indifferente il nome del vincitore. Speriamo in Obama, lo speriamo davvero tutti. Grande comunicatore e oratore, non c'è dubbio e questo non guasta per nulla. Essere un trascinatore è importantissimo e serve a tirare fuori il meglio dalle persone. E l'America ora ne ha bisogno. Ma un conto è parlare, un conto governare. Un conto è fare un programma da 100 miliardi di dollari, un conto rispettarlo. Ma un grosso, ma davvero grosso plauso va a McCain. Grandissimo il discorso di ieri sera. Enorme. Immenso per stile e contenuti. Per farla breve questo discorso mi ha fatto pensare che forse non avevo sbagliato nel mio precedente post. Forse l'America aveva bisogno di un uomo del genere con quella calma, lucidità e attaccamento alle istituzioni, oltre che, ovviamente, con grande esperienza.

Un caro abbraccio a tutti.

Deco
 
Di Deco (del 03/11/2008 @ 22:42:26, in Politica, linkato 540 volte)

Anche se oggi non ho molto tempo, volevo commentare le imminenti elezioni USA prima dell'ora "X".
Premessa, le elezioni americane sono sempre un fatto di notevole importanza, forse l'avvenimento politico più importante del pianeta (anche se negli ultimi anni, sfortunatamente, è probabilmente meno determinante di un tempo). Ad ogni modo, al contrario di molti di voi, mi appassionano meno di altri eventi. Poco sotto vi spiegherò perché. Prima voglio fare un altro inciso altrettanto fondamentale. Sono uno di quelli che stima l'America e il popolo americano per moltissime cose ed è inutile dire che gli sono grato per molte altre. Proprio per questo motivo posso permettermi di criticare largamente il facile entusiasmo che anima alcuni quando parlano degli USA.
Un popolo dove il candidato premier spende 6.000.000 di dollari per uno spot, che ha una campagna elettorale di 1 anno, che obbliga i candidati alle pagliacciate più totale in stile Hollywoodiano non può e non deve essere considerato una guida culturale.
Va bene la prima potenza economica, va bene la democrazia, vanno bene tante cose, ma tante altre proprio no. Non cambierei la mia nazionalità per nulla al mondo, tanto meno per quella americana.

Detto questo cerchiamo di entrare nella questione in maniera più diretta. Obama o McCain? Boh!!!!!
Forse qualcuno si sarebbe aspettato che la mia posizione fosse assolutamente pro McCain, in realtà non è così anche se forse lo preferisco al candidato democratico. Partiamo proprio da qui, dal concetto di Repubblicano e Democratico. Molti assimilano il primo alla nostra destra e il secondo termine alla nostra sinistra. Niente di più falso. Il progressismo anglosassone è completamente diverso dalla nostra social-democrazia. Onestamente si dovrebbe dire che entrambi stanno più o meno a destra (non la nostra destra), ma i primi sono più liberisti dei secondi. Ma mentre sto scrivendo questa definizione rido da solo. Questi partiti sono l'espressione di una cultura e di una società largamente differente alla nostra in particolare e a quella europea in generale. Quindi schematizzare in questo modo è ridicolo.
Ci sono grosse differenze nell'approccio "morale" alla società? Si moltissime, ma molto distanti dalle nostre. Forse è proprio questo il motivo che non mi fa interessare tanto a queste competizioni. Le questioni sociali ed etiche sono trattate in maniera profondamente diversa dalla nostra (per me in modo negativo) e tuttavia queste non inficiano, tendenzialmente, il resto del mondo. O almeno, per quanto ho detto nella seconda premessa, non dovrebbero farlo. Comunque personalmente non lo fanno.
Andiamo alla questione economica. Gli americani stanno piangendo una crisi, di cui tutti stiamo pagando le conseguenze, causata direttamente da loro e non solo negli ultimi 10 anni. Troppo liberismo, mancanza di regole, disattenzione al sociale e politiche economiche "estere" rovinose. Colpa repubblicana: certo. Colpa democratica: anche. La deregulation portata avanti almeno dagli ultimi 3 presidenti è stata rovinosa per tutti e adesso si rendono conto che non possono andare avanti così: speriamo che le uova non si siano rotte!
Quindi l'unica cosa che davvero mi interessa, la politica economica interna degli USA, non è, dal mio punto di vista, stata affrontata in maniera positiva ultimamente ne dai Democratici ne dai Repubblicani.
Quindi se dovessi scegliere io mi affiderei alle persone. E qui vengono altri problemi. McCain ha messo in campo non una Vice, ma una matta. Obama un uomo di palazzo vecchio stampo. Il repubblicano, anche se potrebbe sembrare una sciocchezza, oltre ad avere la sua età non sembra godere di ottima salute. E questo è un problema. Ma Obama? No non mi convince fino in fondo. Grandissimo comunicatore, non c'è dubbio, ma poi? Troppe ombre. In fin dei conti preferirei McCain, se non altro per il simbolo che è. Quell'America rassicurante, solida, ferma e capace di soffrire, ma di andare avanti.

Comunque vada speriamo che gli USA scendano dal piedistallo dove si sono messi per rendersi conto che non sono più gli anni 60, che forse gli altri non hanno tutti torto e che per certe cose è meglio "prendere spunto" da altre nazioni, culturalmente e socialmente più avanzate.

In realtà, e concludo veramente, spererei di più che l'Europa, quella vera, sappia unirsi realmente, prendere dagli americani quanto di meglio possibile per ritornare ad essere quello che dovrebbe essere: il punto di riferimento del mondo.

Un caro abbraccio a tutti.

Deco

 
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